Courriel Benvenuti Nella Chaumine Dolomoise Informazioni pratiche Nous contacter La Table Dolomieu Il pisè Gli edifici Alcune celebrità locali

Il pisè
(dal lat. pinsare, macinare)

 

Piccola storia del pisè

Fin dal XVII° secolo, la rarefazione del legno da costruzione e l’alto costo di costruzione di un edificio in mattoni nelle regioni povere di pietre da costruzione, hanno accelerato la messa a punto e la diffusione di costruzioni in terra cruda compressa, chiamate pisè.
Richiedendo una materia prima di poco costo ed una manodopera importante, la costruzione in pisè doveva essere realizzata con un grande capacità costruttiva (scelta della terra, organizzazione del lavoro) che richiedeva una organizzazione di cantiere importante ed un'esperienza senza difetti nella messa in opera delle terre.
L’apogeo del pisè fu il XIX° secolo. Numerose aziende agricole e case rurali, ma anche abitazioni cittadine, chiese, edifici pubblici e industriali, furono costruiti con questa tecnica in parecchie zone dell’ Isère, del Lionese, fino alla bassa valle dell’ Isère passando per i territori di Bièvre, Chambarans e le Terres Froides, fino al Voironnais ed ai contrafforti della Chartreuse.

 

La tecnica di costruzione in pisé

Secondo François Cointeraux (1740-1830), professore d'architettura di Lione che sviluppò questa tecnica, il “pisé” è un metodo attraverso il quale si costruiscono le case con terra, senza sostenerla con nessun materiale in legno, e senza mescolarla con paglia o altro materiale di riempimento. Consiste nel battere, strato per strato, tra tavole aventi lo spessore dei muri ordinari, della terra preparata a tal fine. Così battuta, la terra si amalgama, prende consistenza, e forma un miscuglio omogeneo che può essere elevato a tutte le altezze date per le abitazioni ".

Il “pisé” è dunque un metodo di costruzione di pareti in terra cruda, compressa in un’armatura, per mezzo di un apposito pestello : le pisoir.
Le pareti sono così innalzate a partire dal suolo, la terra, spesso addizionata con calce, è battuta per mezzo di un pestello, gettata su gettata.
Un metro cubo di pisé pesa circa due tonnellate. Ogni gettata, misura circa due metri di larghezza ed ottanta centimetri di altezza; le gettate, una dopo l’altra, costituiscono un letto, e la sovrapposizione dei letti forma la parete. La saggezza popolare aggiungeva che occorreva al muro dei buoni stivali ed un ampio cappello, una bella immagine per insistere sui pericoli dell'acqua che si evitavano con una fondazione in pietra, realizzata con grosse pietre di torrente arrotondate e levigate, trovate sul posto, ed una copertura stagna, favorita dai tradizionali tetti del Delfinato aventi ai quattro lati, delle falde che allontanano lo scolo dell’acqua piovana.

I muri presentano generalmente una leggera obliquità, ed il loro spessore varia da cinquanta a sessanta centimetri secondo la loro altezza. Quest'ultima, solo raramente è superiore ai dieci metri.

Gli angoli degli edifici sono realizzati con gettate incrociate, a volte rafforzate, ad intervalli di venti centimetri circa l’uno dall’altro,con strati di calce, o con mattoni o pietre.

Le case non hanno generalmente armatura metallica, questa è assicurata dai solai e dalle travi di sostegno. Quest' assenza di armatura ha comportato spesso l’utilizzo di tiranti, generalmente metallici, per impedire la comparsa di fessure dovute ad un allontanamento delle pareti.

 

 

Riconoscere una struttura in “pisè

La realizzazione di muri in “pisé” è una tecnica costruttiva abbastanza comune e facilmente individuabile in ambienti rurali, soprattutto quando le facciate non sono intonacate. Ma anche nei borghi, in edifici più urbani e persino in edifici pubblici o industriali, si trovano, sotto i rivestimenti, facciate, o più sovente dei pignoni, in “pisé”.

Individuare una costruzione in “pisé” non è sempre facile, soprattutto quando i muri sono compositi (ciottolato al o ai livelli inferiori, e sopra il “pisé”).
Il distacco dei rivestimenti e le fenditure verticali sono patologie frequenti. Esse permettono, tuttavia, di individuare la composizione in “pisé” dei muri.

 

I vantaggi del “pisé

La realizzazione di un edificio mobilitava tutte le braccia valide di un villaggio a causa, appunto, dell’enorme fabbisogno di manodopera. La scomparsa dei metodi di lavoro in comune, e l’avvento di nuovi e moderni materiali, ha causato l’abbandono del “pisé”, anche in regioni in cui era la principale tecnica di costruzione, e la manodopera era male remunerata. Si è perduta la stessa esperienza costruttiva, ed i lavori di rinnovamento o riparazione sono stati realizzati con tecniche moderne. Tuttavia la terra cruda sta oggi per essere riabilitata. Questo materiale è disponibile ovunque, consuma poca energia poiché non richiede cottura, ha qualità termiche interessanti, ed è facilmente riciclabile, tutte qualità molto ricercate in questo inizio del terzo millennio.