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Alcune celebrità locali

 

Déodat de Dolomieu (1750-1801)

Terzo di una stirpe di sei figli e quattro figlie, Déodat de Dolomieu nasce il 23 giugno 1750 nel castello familiare dei Gratet, a Dolomieu.
Dotato di un'intelligenza precoce e di un senso innato dell'osservazione, non ebbe mai precettori e allo storico ginevrino Picot confessò, durante una corsa in montagna, di avere appreso a contare da solo, con l’aiuto delle sbarre del suo lettino.

All'età di due anni, grazie al titolo nobiliare di suo padre, diventa d’ufficio cavaliere di minoranza dell'Ordine di Malta. All'età di quattordici anni, si arruola nei carabinieri, e due anni dopo diventa, nello stesso tempo, sottotenente e cavaliere di maggioranza. Deve allora fare il suo noviziato su una nave dell'Ordine. Durante questo periodo, uccide in duello, a Gaeta, un discepolo, per cause che non conosciamo. Si ritrova in prigione a Malta. Degli interventi potenti sono messi in atto per convincere il grande maestro dell'Ordine a concedergli la libertà. Reintegrato nei suoi diritti, lo troviamo in guarnigione a Metz nel 1771, dove, fino a 1774, segue i corsi di fisica e di chimica del farmacia – maggiore Thyrion. Sempre in quel periodo, allaccia le prime relazioni scientifiche con Rochefoucauld, Condorcet, Pictet e de Saussure. Si orienta allora verso la geologia e la mineralogia. Appassionato dalle sue scoperte, dimentica di raggiungere la sua guarnigione e viene radiato dai quadri di comando. In compenso, l'ordine di Malta l’onora facendolo comandante nel 1780. Esplora i Pirenei, l’Auvergne, la Sicilia, le isole Lipari. Nominato tenente-generale, è praticamente governatore di Malta e si urta ad interessi potenti. Molti conflitti con i suoi pari lo portano ad intentare numerosi processi. Nel 1783, stanco, si dimette e si rifugia in Italia. Comincia allora il periodo più fertile della sua vita riguardo la ricerca scientifica, con lo studio dei vulcani e dei movimenti di terra in preludio alla sismologia.

Di idee liberali e generose, accoglie con entusiasmo il movimento rivoluzionario del 1789 ed andrà fino a iscriversi al club dei feuillants ( movimento favorevole ad una monarchia costituzionale). Quindi, deluso dallo svolgersi degli eventi, si rifugia nel lavoro scientifico e scopre le rocce delle montagne calcaree dello Trentino e del Tirolo le quali non fanno effervescenza al contatto con gli acidi. Ne chiede spiegazione a Théodore de Saussure. Così nasce le sua definizione di dolomia (definizione tipica delle rocce calcaree del trentino e del tirolo) ed un po' più tardi, quella di Alpi dolomitiche. La sua reputazione scientifica gli apre le porte delle scuole centrali nel 1794.
Successivamente, nel 1795, è nominato ispettore del corpo delle miniere, professore di geologia all'istituto minerario ed infine membro dell'istituto.
Nel gennaio 1798, durante una seduta dell'istituto, il suo collega Berthollet gli chiese se avrebbe consentito ad accompagnarlo in un viaggio lontano dove potrebbe potuto esaminare rocce e montagne completamente sconosciute. Avventuriero, Déodat non resiste all'invito e si trova arruolato, senza accorgersene, nella spedizione in Egitto, organizzata da Napoleone. Inizialmente felice dall'occasione che gli è data di verificare sul posto le deduzioni, che avevano elaborato su antichi testi e esposte nel suo libro memorie sull'Egitto, si rende rapidamente conto che è stato imbrogliato e che Bonaparte lo ha imbarcato per fargli negoziare la resa di Malta.
Subito dopo l'arrivo in Egitto, cade malato e sollecita l'autorizzazione per ritornare in Francia. Si imbarca ad Alessandria, e sfugge di precisione alla flotta inglese che incrociava al largo, per passare, in seguito, attraverso una tempesta terribile che costringe la sua nave a rifugiarsi nel porto di Taranto. Considerato ormai come un nemico di Malta, è fatto prigioniero e trasferito a Messina, in Sicilia, dove è consegnato nelle mani del suo nemico giurato, la regina dei due Sicilie : Maria-Carolina. Gettato in una lurida prigione, vi rimane per ventuno mesi. Dopo la vittoria di Marengo, per l'intervento dell'insieme della classe scientifica, i testi preliminari del trattato di pace esigevano, come prima condizione, la liberazione di Déodat de Dolomieu.
Liberato, riprende il suo martello di geologo per percorrere le sue care Alpi. Ma la sua detenzione lo ha indebolito. Esaurito, è costretto a mettersi a letto, nella casa di sua sorella Alexandrine dove muore il 16 novembre 1801.
Dieudonné Sylvain Gui Tancred Gratet de Dolomieu fu uno dei fondatori della geologia e della mineralogia alpina. La sua breve esistenza non gli permise di mostrare pienamente la misura delle sue capacità, ma conserva il privilegio di avere dato il suo nome a quella splendida regione del Trentino, chiamata appunto delle Dolomiti.

 

 

Élie Cartan (1869-1951)

Il matematico Élie Cartan, nato a Dolomieu, era il figlio un maniscalco. Giovane ragazzo, è osservato dall'insegnante della scuola comunale di Dolomieu. Quest'ultimo lo indirizza all'attenzione del delegato cantonale, Antonin Dubost che diventò più tardi Presidente del senato. Antonin Dubost prende sotto la sua protezione il giovane Élie e gli fa fare studi al collegio di Vienna, quindi all'istituto universitario di Grenoble ed infine all'istituto universitario Janson-de-Sailly a Parigi. Là, dopo un anno di preparazione, Élie Cartan è ricevuto alla scuola normale superiore in 1888. la sua tesi di dottorato (1894), dedicata alla classificazione dei gruppi di legami, fu un evento storico. I suoi ulteriori lavori sui gruppi semi-semplici complessi, poi reali, lo fecero nominare alla Sorbonne nel 1909. Ciò che lo rese famoso nel mondo intero, fu da un lato la sua collaborazione, dopo il 1920, con il matematico tedesco Hermann Weyl, sullo studio globale dei gruppi di lega, e dall'altro, l'utilizzo in che trasformò la teoria dei gruppi di geometria differenziale, quindi la sua teoria degli "spazi generalizzati" si applicava nella teoria della relatività e che fu l'occasione di un lungo scambio di lettere tra Albert Einstein e Élie Cartan. Queste lettere sono state pubblicate dallo Princeton University Press nel 1979, in occasione del centenario della nascita di Einstein. È anche ad Élie Cartan che si deve l'introduzione sistematica delle "forme differenziali esterne" nella geometria differenziale. Élie Cartan è stato eletto all'accademia delle scienze in 1931. Nel 1969, il centenario della sua nascita, fu celebrato con dei congressi internazionali a Bucarest ed a Grenoble. Una via di questa città porta oggi il suo nome.